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Cari Colleghi,

nel corso della Tavola RotondaSicurezza Stradale. Le buone pratiche per il soccorso e la gestione dei veicoli elettrici”, organizzata da Motus-E lo scorso 6 maggio, è emersa con forza l’urgenza di affrontare le sfide poste dalla crescente diffusione dei veicoli elettrici, soprattutto in termini di sicurezza, formazione e aggiornamento normativo.

ANCSA ha denunciato il vuoto normativo che penalizza il settore del soccorso stradale, rilanciando con decisione la proposta di un Registro Nazionale del Soccorritore Stradale, strumento essenziale per qualificare gli operatori, contrastare l’abusivismo e garantire standard minimi su formazione, attrezzature e gestione dei veicoli ad alta tensione.

I Vigili del Fuoco hanno segnalato gravi criticità nella gestione degli incendi di veicoli elettrici: le batterie incapsulate rendono spesso inefficaci le tecniche tradizionali, obbligando talvolta a lasciare che il veicolo bruci.

ANFIA ha espresso un giudizio netto: “L’Europa impone, ma non supporta. Ha fissato obiettivi ambiziosi senza dotare la filiera degli strumenti necessari. Serve un approccio internazionale e una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori.”

CEI ha sollecitato l’introduzione di norme condivise e distinte per la gestione di batterie critiche e non critiche.

ADQ, per voce del suo Presidente Ruggiero Delvecchio, ha posto con decisione il tema della sostenibilità economica del sistema e della necessità di trattenere in Italia le batterie a fine vita, per evitare una dipendenza tecnologica ed economica da altri Paesi.

Ai lavori è intervenuto anche l’On. Salvatore Deidda, Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. L’Onorevole ha evidenziato come la transizione ecologica sia stata spesso accelerata o frenata da contesti geopolitici e da norme calate dall’alto, senza adeguato confronto con i territori. Ha ribadito che la politica avrebbe dovuto ascoltare prima di legiferare, per non creare regolamenti rigidi che finiscono per penalizzare imprese e comunità. Portando l’esempio dei Vigili del Fuoco, ha sottolineato come la sicurezza dei veicoli elettrici debba essere affrontata con realismo e competenza tecnica. Si è detto favorevole a norme sostenibili, gradualità nei tempi, formazione adeguata e rispetto per la realtà delle imprese.

Quel che è certo è che il futuro della mobilità elettrica non dipenderà solo dalla tecnologia, ma dalla nostra capacità di affrontarne le implicazioni con intelligenza normativa, visione industriale e rispetto per il lavoro.

 

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