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Dagli operatori l’appello in vista delle nuove normative UE:
tutela del comparto, equità, salvaguardia della concorrenza
e della libertà di impresa
Durante l’evento di ieri, organizzato da ADQ con la collaborazione di Assomobilità e Confcommercio Mobilità, sono intervenuti i principali attori della filiera e diversi europarlamentari nazionali, impegnati già oggi a Bruxelles a votare gli emendamenti sul Regolamento che deciderà le sorti del nostro lavoro.
L’evento non è stato la solita passerella, ma un’occasione concreta di confronto e apertura di un dialogo costruttivo.
Con impegno e determinazione, ADQ è riuscita a far emergere le criticità del settore, contribuendo a modificare alcune posizioni iniziali degli europarlamentari presenti. Tutti i parlamentari hanno garantito la loro disponibilità a lavorare attivamente nei prossimi mesi per esaminare, modificare e integrare gli emendamenti in discussione.
ADQ sarà, come sempre, presente e incisiva, vigilando affinché le istanze della filiera vengano adeguatamente rappresentate e tutelate.
La nostra giornata di ieri sintetizzata nel comunicato stampa di Confcommercio Milano.
Veicoli fuori uso (VFU) e mondo dell’autodemolizione alle prese con le novità normative in Europa (come il regolamento ELV End of Life Vehicles): in Confcommercio Milano si è tenuto l’evento “Il futuro della filiera VFU: regole, sfide e dialogo con Bruxelles” organizzato da ADQ, Associazione Demolitori di Qualità con Assomobilità e Confcommercio Mobilità.
All’iniziativa – in collegamento o in presenza – hanno partecipato, con i rappresentanti della filiera, numerosi Europarlamentari e Parlamentari: Isabella Tovaglieri, Luca Squeri, Massimiliano Salini, Pierfrancesco Maran, Silvia Sardone, Mario Mantovani.
Gli operatori dell’autodemolizione chiedono che le nuove regole tengano conto di criteri di equità, concorrenza e libertà di impresa, e che la nuova regolamentazione non si trasformi in un ostacolo insormontabile per le attività.
Le richieste delle imprese della filiera dei veicoli fuori uso (VFU)
In particolare si chiede un sistema EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) più equilibrato: che tuteli l’ambiente senza penalizzare gli autodemolitori evitando il rischio che si trasformi in una barriera all’ingresso per i centri di raccolta indipendenti. Concentrando, così, il mercato nelle mani di pochi soggetti a danno delle imprese e dei consumatori.
Si chiede la garanzia della libera concorrenza e della libertà d’impresa senza che venga resa obbligatoria la stipula di contratti con i produttori per poter operare nel settore: un’imposizione che favorirebbe pochi soggetti a scapito di altri. Infine, regole chiare e attuabili: senza burocrazia eccessiva che rallenti o ostacoli il lavoro quotidiano delle imprese.
La filiera dei veicoli fuori uso (VFU), rappresenta un settore strategico per l’economia circolare del nostro Paese e per la sostenibilità ambientale: un comparto che dà lavoro a migliaia di imprenditori e che contribuisce, con il proprio impegno quotidiano, a garantire il corretto trattamento dei veicoli giunti a fine vita.
Il messaggio emerso a Milano dall’iniziativa di ADQ con Assomobilità e Confcommercio Mobilità è chiaro: le regole che l’Europa e l’Italia adotteranno nei prossimi mesi dovranno tutelare il settore, non strangolarlo.
“Ribadiamo un principio fondamentale: la regolamentazione del settore dei veicoli fuori uso (VFU) deve garantire equità, concorrenza e libertà di impresa. Le nuove normative europee, se mal calibrate – afferma Ruggiero Delvecchio, presidente di ADQ – rischiano di diventare un ostacolo insormontabile per gli autodemolitori, mettendo a repentaglio l’attività di tante imprese e lavoratori che ogni giorno operano nel rispetto dell’ambiente e della legalità”.
“Chiediamo con forza – prosegue Delvecchio – che il sistema EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) sia strutturato in modo equilibrato evitando che si trasformi in una barriera all’ingresso per i centri di raccolta indipendenti. Non possiamo accettare un modello europeo che favorisca pochi grandi soggetti a scapito delle realtà imprenditoriali che, da tanti anni, garantiscono un servizio essenziale per la sostenibilità e l’economia circolare del nostro Paese. Non possiamo poi accettare che, per norma, il settore venga di fatto consegnato alle multi-utility controllate dai Comuni, sottraendolo agli operatori privati. Tale scelta rappresenterebbe una violazione del principio costituzionale della sussidiarietà: cioè che Stato ed enti pubblici intervengono solo là dove il privato non sia in grado di operare”.
“Gli autodemolitori italiani – conclude il presidente di ADQ – hanno dimostrato di poter gestire questo settore con competenza ed efficienza, nel rispetto delle normative ambientali e della sicurezza. Escluderli significherebbe creare una distorsione del mercato con il rischio di maggiori costi per i cittadini”.
“L’equilibrio che gli autodemolitori chiedono nelle norme europee è pienamente condiviso”: così Simonpaolo Buongiardino, presidente Confcommercio Mobilità e Assomobilità. “In questi anni – rileva Buongiardino – è prevalsa in Europa una visione ideologica sull’automotive. Per un comparto che, pur tra le difficoltà crescenti, garantisce milioni di posti lavoro, occorre un approccio graduale e bilanciato nei processi di sostenibilità e transizione energetica adottando tecnologie diverse e non soltanto l’elettrico. In Italia, ma anche in Europa, la quota di veicoli elettrici è ancora molto bassa con un parco auto che rischia di essere sempre più obsoleto”.
mail: info@adqdemolitori.it
tel: 0249695934

























